Milano – Il periodo di quarantena dei due cittadini del Regno Unito identificati come contatti di casi confermati di Hantavirus è terminato domenica. La notizia pone scrive la parola fine su una vicenda che – specialmente nelle sue fasi iniziali – ha sollevato qualche legittima preoccupazione tra la popolazione. Il caso è scoppiato circa un mese fa, nei giorni di allarme internazionale. I due turisti si trovavano sullo stesso aereo della 69enne olandese, ornitologa come il marito 70enne che è stato la prima vittima del focolaio di Hantavirus ceppo Andes sulla nave Hondius, e di un’altra persona poi risultata tra i contagiati. A rendere nota la fine della quarantena è stata la Regione Lombardia, che ha fatto il punto sulle tappe della vicenda e sulla reazione del sistema sanitario e di sorveglianza alla segnalazione internazionale.
"Completa negatività al virus e assenza di sintomi”
“Gli accertamenti sanitari previsti dai protocolli internazionali hanno confermato la completa negatività al virus e l'assenza di sintomi per entrambi i soggetti – fanno sapere -. La gestione della quarantena è stata il frutto di una tempestiva e coordinata collaborazione istituzionale che ha coinvolto il Ministero della Salute, la Regione Lombardia, l'Ats Città Metropolitana di Milano, l'Asst Fatebenefratelli Sacco, il Centro Regionale per le Malattie Infettive (CeReMi) e il Centro Ospedaliero Militare di Baggio. Una sinergia consolidata, maturata durante l'emergenza Covid-19 e ulteriormente perfezionata nel tempo, che integra il Sistema Sanitario Nazionale, quello Regionale e la Sanità Militare”. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso e il primario Andrea Gori al Sacco dopo il ricovero del primo “paziente inglese“






