Caricamento player

In questi giorni Ferenc Biró, il capo di un ente ungherese di sorveglianza sulla corruzione, ha diffuso una stima sui fondi pubblici spesi impropriamente nei 16 anni in cui è stato primo ministro Viktor Orbán. La stima è di 168 miliardi di euro, tantissimi: per dare un’idea, il Prodotto interno lordo ungherese è intorno ai 200 miliardi di euro.

Orbán ha governato in modo semi-autoritario dal 2010 allo scorso maggio, quando ha perso le elezioni contro il leader dell’opposizione Péter Magyar. Aveva infiltrato in profondità lo stato e l’economia, stabilendo un sistema clientelare che distorceva le risorse dello stato per ricompensare alleati e amici. Varie importanti aziende sono finite sotto il controllo di persone vicine a Orbán ed è stata favorita la concentrazione di grossi conglomerati per condizionare il mercato. Orbán ha usato i fondi pubblici per consolidare questo sistema, favorendo chi faceva parte della sua cerchia e penalizzando chi rifiutava le sue condizioni.

Uno dei principali obiettivi di Magyar è smantellare questo sistema, anche rimuovendo le tante persone piazzate da Orbán nelle istituzioni e nelle aziende pubbliche: ha promesso di farlo con metodi drastici, se non se ne andranno spontaneamente.