| 9 Giugno 2026 15:03 |
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(Adnkronos) – Per anni il successo nel retail è stato misurato in termini di prodotti venduti. Oggi, però, una nuova sfida sta ridefinendo il settore: progettare prodotti che durino più a lungo, possano essere riparati, riutilizzati e condivisi. È in questa direzione in cui, si legge in una nota, si inserisce il percorso di Decathlon che, attraverso il Sustainability Report 2025, racconta l’evoluzione di un modello che punta a rendere lo sport sempre più accessibile riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale associato alla produzione e al consumo di articoli sportivi. La trasformazione parte dalla progettazione: l’azienda continua a investire nello sviluppo di prodotti più durevoli, riparabili e realizzati con materiali a minore impatto ambientale. Oggi il 22,1% dei prodotti Decathlon è progettato per essere riparabile, con l’obiettivo di raggiungere il 30% entro il 2026.
Nel 2025 oltre il 53,9% delle vendite globali di Decathlon è stato generato da prodotti sviluppati secondo criteri di eco-design, rispetto al 48,3% dell’anno precedente: ciò significa accompagnare le persone più a lungo nella pratica sportiva, utilizzando meno risorse e limitando le emissioni climalteranti. Un esempio concreto di questo approccio è il monopattino per bambini B500 Tomato, realizzato con il 90% di polipropilene riciclato, a dimostrazione di come l’eco-design possa essere integrato anche nei prodotti destinati ai più giovani e alla pratica sportiva quotidiana. Se l’eco-design consente di ridurre l’impatto ambientale già nella fase di progettazione, è attraverso i servizi di riparazione, noleggio e Second Life che Decathlon estende concretamente il ciclo di vita dei propri prodotti, trasformando la sostenibilità da caratteristica del prodotto a modello di utilizzo.









