Fenomenologia di Vannacci
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Ort, Orchestra della Toscana
Firenze, 9 giugno 2026 – Prosegue il calendario sinfonico nell’ambito dell’88esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Martedì 9 giugno alle ore 20, nella Sala Mehta del teatro, il maestro Diego Ceretta sale sul podio alla guida dell'Orchestra della Toscana e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino per una serata che attraversa alcune delle pagine più note del primo Romanticismo tedesco, con musiche di Ludwig van Beethoven, Felix Mendelssohn e Franz Schubert. Al pianoforte Benedetto Lupo; il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini .Prendono parte all'esecuzione anche i solisti dell'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: i soprani Suji Kwon ed Erica Cortese, il mezzosoprano Ioanna Kykna, i tenori Francesco Congiu e Yukang Zheng e il baritono Gonzalo Godoy Sepúlveda. Ad aprire il concerto è la cantata per coro e orchestra Meeresstille und gluckliche Fahrt op. 112 di Ludwig van Beethoven, ispirata a due celebri poesie di Goethe. Segue, sempre di Beethoven, la “Fantasia in do minore op. 80” per pianoforte, soli, coro e orchestra: fu composta nel 1808 dopo la ‘Sesta Sinfonia’ e si caratterizza tra per la sua natura singolare ed eterogenea. La serata prosegue con Die Hebriden, ouverture op. 26 di Felix Mendelssohn: composta in seguito a una visita alle Isole Ebridi e alla Grotta di Fingal situata nell’Isola di Staffa, fu scritta poiché l’impressione ricevuta da questo viaggio fu talmente forte che Mendelssohn pensò immediatamente di tradurre in suoni le sensazioni provate. A chiudere il concerto è la “Sinfonia n. 4 in do minore D. 417”, Die Tragische (La Tragica) di Franz Schubert. Composta nel 1816, è quella che mostra l’influenza più evidente del modello beeethoveniano sia per la tonalità scelta - do minore, la medesima del Coriolano e della famosa Quinta Sinfonia - sia per quel sottotitolo, “Tragica”, apposto dallo stesso Schubert nel tentativo di avvicinare la sua opera alle corrusche atmosfere del maestro di Bonn. Il concerto vedrà l’esecuzione di Meeresstille und glückliche Fahrt, cantata op. 112 per coro e orchestra. Beethoven aveva conosciuto Goethe, suo idolo letterario, nel 1813 a Teplitz. L’incontro non si trasformò in amicizia, ma nonostante la freddezza mostratagli in più occasioni, Beethoven continuò a nutrire per Goethe un’ammirazione sconfinata, dedicandogli tra l’altro, la Cantata per soli, coro e orchestra Meeresstille und gluckliche Fahrt op. 112, composta nel 1815 e ispirata ai poemi Calma di mare e Viaggio felice. Il contenuto poetico ben si riflette nella scrittura musicale di Beethoven attenta a sottolinearne ogni elemento descrittivo: l’immobilità del mare in un giorno di bonaccia (con le note tenute degli archi), il levarsi del vento (con l’entrata irruente dei fiati) e finalmente la navigazione tra le onde fluttuanti a ritmo di barcarola.










