Un palazzo cinquecentesco nel cuore di Palermo, principesco e fatiscente. Affreschi consumati dal tempo, cortili silenziosi che il mare sembra avere appena abbandonato, appartamenti abitati da artisti, artigiani, aristocratici decaduti e studenti, fantasmi e topi. Poi arriva la notizia: tutti dovranno andarsene. L’intero edificio è stato venduto a un gruppo di investitori: verrà smembrato per offrire a turisti e speculatori l’ennesimo Ampio appartamento in palazzo di pregio che il nostro Paese sta mettendo in vendita, a Palermo e non solo. Il documentario di Tito Puglielli e Tiziano Locci, trentenni palermitani, che sarà presentato questa sera in concorso al Biografilm (dopo aver ottenuto il Premio speciale della Giuria Giovane al festival Visions du Réel di Nyon) racconta qualcosa che va ben oltre il capoluogo siciliano. E cioè la gentrificazione: la progressiva espulsione dei residenti dai centri storici, in nome del turismo e dello sviluppo economico.
Palazzo Roccella, simbolo della gentrificazione di Palermo
È un tema di sociologia urbana ma anche di vite reali. I registi stessi sono stati inquilini di Palazzo Roccella: un maestoso edificio stretto tra il centro storico e la Vucciria. Da un lato turisti, negozi di souvenir, ristoranti. Dall’altro, fragilità sociali, edifici abbandonati e marginalità. «A partire dal secondo dopoguerra, ha accolto al suo interno inquilini di ogni estrazione sociale. Raccontarne la vendita e lo svuotamento ha significato testimoniare in prima persona il cambiamento di un’intera città lanciata a velocità vertiginosa alla rincorsa di un posto al sole nella stagione dell’iperturismo, tra “street food” e B&B».










