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Da quando l’Italia ha mancato la qualificazione ai Mondiali di calcio, si è discusso molto (anche sul Post) dei problemi del suo “sistema calcio” e del declino dei suoi campionati rispetto al passato. Eppure Serie A e Serie B porteranno in tutto 71 calciatori alla prossima Coppa del Mondo, che si giocherà dall’11 giugno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. È un dato inferiore soltanto a quello dei campionati inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli, ma superiore a quello di qualsiasi altro paese. E che va un po’ contestualizzato.
A confronto con gli altri quattro grandi campionati europei (Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1), la Serie A, con i suoi 66 convocati, sembra messa male. Ma bisogna considerare che, a differenza degli altri campionati, la Serie A non ha la propria Nazionale rappresentata ai Mondiali. Anzi, rispetto all’edizione in Russia del 2018 (la prima senza l’Italia) i calciatori della Serie A che vanno a giocare i Mondiali sono pure aumentati.
Certo, poi conta soprattutto quali calciatori ciascun campionato “porta” ai Mondiali. Tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila c’erano in Serie A calciatori fenomenali, spesso tra i più forti dei Mondiali di quegli anni, come Diego Armando Maradona, Marco Van Basten e Roberto Baggio.













