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L’11 giugno inizierà la ventitreesima edizione dei Mondiali maschili di calcio, l’evento sportivo più seguito al mondo insieme alle Olimpiadi estive. Questa volta sarà ancora più grande del solito: ci saranno 48 paesi anziché 32 e gli stadi saranno il doppio rispetto all’edizione del 2022, cioè 16: tre in Messico, due in Canada e undici negli Stati Uniti.

Sono tutti stadi un po’ diversi tra loro. Ci sono alcuni impianti storici e già parecchio famosi tra chi segue il calcio da tempo. Altri, soprattutto quelli statunitensi, sono invece molto più moderni, tant’è che qualcuno ha persino un tetto retrattile, che può chiudersi per climatizzare lo stadio, o per ripararlo da piogge e tempeste. Sarà un grosso vantaggio per le squadre che giocheranno lì, visto che soprattutto a sud ci si aspettano condizioni molto calde e umide. Non tutti gli stadi hanno l’aria condizionata, comunque: Miami, che ospiterà ben 7 partite, non ce l’ha.

Paradossalmente più a sud, in Messico, il problema sarà un altro, cioè quello dell’altitudine. Quello di Guadalajara si trova a 1.600 metri sul livello del mare e quello di Città del Messico, lo storico stadio Azteca, a circa 2.200. Ciò significa che lì l’aria è più rarefatta, e quindi che i giocatori si possono stancare più rapidamente e i palloni andare più lontano.