Scienza e Tecnologia
Martedì 09 Giugno 2026
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Nessun effetto sulla Terra per l'attesa perturbazione del campo magnetico terrestre che avrebbe potuto verificarsi tra l'8 e il 9 giugno: il 6 giugno il Centro di previsione meteorologica spaziale dell'agenzia statunitense Noaa aveva emesso un' allerta relativa a una tempesta di classe G3 , cioè forte e che avrebbe potuto causare cali di tensione alle l inee elettriche , problemi di orientamento ai satelliti e alle c omunicazioni radio .
"L'evento si è dimostrato meno energico del previsto", ha detto all'ANSA Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all'Università di Trieste. L'evento annunciato era dovuto a un brillamento solare di media intensità ( classe M ) che aveva causato un' espulsione di massa coronale, ossia particelle di vario tipo che secondo le previsioni avrebbero potuto colpire il nostro pianeta circa 2 giorni dopo producendo una perturbazione del 'guscio' magnetico che protegge la Terra. Ma durante il viaggio di 150 milioni di chilometri verso la Terra la componente di plasma diretta verso di noi si è indebolita e l' impatto finale è stato quasi nullo . "Il flusso di particelle non è riuscito a trasferire energia significativa al campo magnetico terrestre che è rimasto imperturbato", ha detto Messerotti sottolineando anche come la meteorologia spaziale, non differentemente da quella 'tradizionale' abbia delle incertezze legate soprattutto alle distanze temporali tra un evento iniziale e i suoi effetti finali.










