I nomi più noti dell’Intelligenza Artificiale sono diventati uno degli strumenti preferiti dai cybercriminali per ingannare utenti e aziende.

ChatGPT, Claude, DeepSeek e Copilot vengono sfruttati come esca in campagne di phishing, distribuzione malware e furto di credenziali. Il fenomeno ha spinto Microsoft a pubblicare un’analisi dettagliata delle tecniche adottate dagli attaccanti.

L’aspetto più rilevante non riguarda l’uso dell’AI per automatizzare gli attacchi, ma il fatto che i criminali sfruttino la popolarità di questi marchi per ottenere la fiducia delle vittime: gli utenti vengono colpiti perché riconoscono un logo o un nome che considerano affidabile.

Phishing, malware e repository falsi: i casi documentati

Una delle campagne analizzate da Microsoft ha utilizzato il marchio ChatGPT per distribuire email che simulavano comunicazioni ufficiali sugli abbonamenti Plus, invitando gli utenti ad aggiornare il metodo di pagamento entro sette giorni.