Gentile ministro Valditara,
sono una mamma, e sono davvero contenta di questa legge che avete fatto: finalmente noi genitori contiamo qualcosa! E finalmente ci possiamo opporre alle follie e alle sciocchezze che rischiano di rovinare i nostri bambini. Bravi! Perché con la scusa dell' “educazione sessuo-affettiva” qui c'era il rischio che i nostri figli – che grazie a noi vivono in un mondo sano, di veri valori e precise differenze – si contaminassero con assurdità come il gender, le cose arcobaleno e altre follie. Il papà è papà e la mamma è la mamma, e basta così. E la famiglia, alla faccia di tutti questi “progressisti”, resta il vero baluardo per le persone e per la Nazione. Non è vero, come vogliono subdolamente farci intendere, che la violenza può nascere e venire coperta dentro le famiglie: nelle famiglie sane questo non succede. Nelle famiglie dove l'uomo è uomo e la donna è donna e sa restare al suo posto: come diceva la mia nonna Cetta, la femmina comanda facendosi comandare, e vigila su tutti.
I femminicidi, come li chiamano oggi non si sa perché (e non parlano mai di maschicidi, come non parlano mai delle sofferenze di tanti padri soli e abbandonati, dopo le separazioni per colpa di moglie che certamente dovevano seguire le loro idee di “libertà”!), non sono cosa dei ragazzi beneducati. Semmai, vengono proprio dalla società malata di protagonismo, dove le donne vogliono diventare maschi, farsi la barba ma non depilarsi le gambe, né curare la persona, come è giusto, per essere sempre carine e all'altezza del compito che la Famiglia (secondo me si deve scrivere con la maiuscola, come Dio e Patria) dà loro. E questo gender è subdolo, e vuole distruggerla, la Famiglia, arcobalenizzarla che poi i bambini manco capiscono più niente.











