La nascita della nuova suite open source per l’ufficio Euro-Office, frutto dell’alleanza tra IONOS e Nextcloud insieme ad altre aziende e organizzazioni europee, nasce come fork della base tecnologica di ONLYOFFICE e punta a offrire un’alternativa sovrana a Microsoft 365. Fin dall’annuncio ufficiale, però, il progetto ha dovuto affrontare non solo il confronto con i sostenitori degli standard aperti, ma anche una controversia sulle licenze software. ONLYOFFICE ha infatti accusato i promotori di Euro-Office di aver violato alcune condizioni associate alla distribuzione del codice originale, aprendo un dibattito che coinvolge AGPLv3, attribuzione del software e uso dei marchi commerciali.
In questo scenario è arrivata anche la presa di posizione di The Document Foundation (LibreOffice), che ha contestato alcune affermazioni utilizzate per promuovere la nuova piattaforma e ha riportato al centro della discussione il tema della sovranità digitale europea.
A poche ore dal lancio ufficiale di Euro-Office, The Document Foundation (TDF) ha diffuso una lettera aperta firmata da Italo Vignoli che contesta non solo alcuni messaggi promozionali associati al progetto, ma anche la sua impostazione tecnica. La presa di posizione non riguarda una semplice rivalità tra prodotti concorrenti: tocca temi storici come gli standard aperti, l’interoperabilità documentale e il rapporto tra Europa e grandi fornitori software statunitensi.












