Il Canale di Sicilia torna al centro della partita nazionale del gas. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha approvato la variazione del programma dei lavori della concessione di coltivazione G.C1.AG, presentata da Eni Mediterranea Idrocarburi. Il provvedimento, pubblicato nel Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse nei giorni scorsi, riguarda il pozzo Gemini 1, nell’area marina compresa tra Gela e Licata.

Si tratta del passaggio alla fase produttiva. Il decreto autorizza la conversione di Gemini 1 da pozzo esplorativo a pozzo produttivo, con la posa della condotta e la messa in esercizio. Il programma prevede il completamento del pozzo, l’installazione della testa pozzo e della relativa unità tecnica, la posa a fondo mare della linea flessibile di collegamento e dell’ombelicale di controllo, oltre alle attività finali di pre-commissioning e commissioning.

Secondo alcune stime, dal pozzo sono attesi circa 1,2 miliardi di metri cubi di gas in otto anni: poco meno di 150 milioni di metri cubi l’anno. Gemini si inserisce nel solco di Argo-Cassiopea, il grande progetto gas avviato da Eni nell’agosto 2024 e considerato uno degli sviluppi più rilevanti degli ultimi anni per la produzione nazionale. Il nuovo pozzo non nasce come intervento isolato, ma come parte di un sistema più ampio, destinato a integrarsi con i giacimenti già in esercizio e con la rete sottomarina di trasporto verso terra.