Un nuovo giacimento offshore è pronto a partire per dare un contributo alla produzione nazionale di gas: si chiama Gemini e si trova nel Canale di Sicilia, proprio tra i due giganti Argo e Cassiopea, nella concessione G.C1.Ag di cui sono titolari Eni (60%) ed Energean (40%).
Secondo le stime, Gemini può garantire complessivamente 1,2 miliardi di metri cubi in otto anni, con un volume aggiuntivo annuale di 150 milioni di mc, pari a circa il 5% dell"attuale stock italiano.
Ma a renderlo un caso non è la taglia, quanto la peculiarità dell"iter che ha portato al via libera da parte del ministero dell"Ambiente e della Sicurezza Energetica, in nome dell"interesse pubblico allo sfruttamento delle riserve nazionali di gas.
Con il decreto del 28 maggio scorso, pubblicato nell"ultimo Buig (il Bollettino ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse), infatti, il Mase ha autorizzato la messa in produzione del pozzo Gemini 1 al termine di un percorso che ha visto Eni arrivare al traguardo in solitaria: lo sviluppo del giacimento sarà al 100% del Cane a sei zampe, nonostante ricada nelle concessione con Energean.Andando con ordine, la vicenda è partita il 14 luglio 2025, quindi meno di un anno fa, un tempo relativamente breve rispetto alla media italiana per arrivare a una decisione.






