All’interno dell’UE, i turisti italiani sono tutelati dalla normativa: dal 2017, la politica “Roam Like at Home” ha di fatto azzerato i costi di roaming tra i Paesi dell’Unione. Ma questa protezione cessa esattamente nel momento in cui l’aereo attraversa il confine dell’UE.

Basta andare a New York, Bangkok o Casablanca perché il roaming diventi fonte di stress e d12i bollette imprevedibili. Anche acquistare una SIM locale è un’idea discutibile: estraendo la propria SIM, si perde l’accesso a chiamate e SMS importanti contenenti i codici di conferma inviati dalle banche.

La soluzione al problema è l’eSIM da viaggio: basta configurare la connessione Internet internazionale in pochi minuti e i costi non saranno una sorpresa. Tra i fornitori presenti su questo mercato spicca l’azienda svizzera Yesim, pioniera del settore.

Tre insidie del roaming al di fuori dell’UE

Il roaming era perfetto per un’epoca in cui il telefono serviva principalmente per telefonate e SMS. Ma da quando sono arrivati gli smartphone e i viaggi sono diventati dipendenti da varie app, il vecchio modello ha semplicemente smesso di funzionare. E se una persona non ha provveduto in anticipo alla connessione e rimane in roaming, rischia di cadere in una delle trappole: