Il paradosso del centro
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L’ex direttore generale Giuseppe Cormio
Pochi minuti prima delle 20 di eiris era arriva l’ufficialità: Giuseppe Cormio non è più il direttore generale della Lube. Ma la notizia era nell’aria da giovedì. Poche righe, senza dichiarazioni dell’ex dg o di altre figure tra dirigenza e proprietà, questo il testo completo: "A.S. Volley Lube comunica l’interruzione del rapporto di collaborazione con il direttore generale Giuseppe Cormio. Si chiude così un percorso durato dieci anni, durante il quale il dirigente marchigiano, originario di Jesi, ha contribuito in modo significativo alla crescita e ai successi del club cuciniero, in ambito nazionale e internazionale. A.S. Volley Lube ringrazia Giuseppe Cormio per il lavoro svolto, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera".
Certificato, dunque, l’addio con il 71enne uomo mercato, personaggio estremamente preparato nei regolamenti e nelle trattative, carismatico, scopritore di talenti sia tra gli atleti che tra i tecnici (nel 1983 portò in panca lo sconosciuto Velasco). E sicuramente artefice della creazione di organici stra vincenti a Civitanova. Grazie ai soldi della proprietà? Sì, ma Cormio ha dimostrato la sua bravura anche quando, dal 2022, i vertici della società hanno deciso di ridimensionare il budget e ringiovanire il team. Da allora è stata vinta solo una Coppa Italia, ma tre finali giocate su quattro (e otto nelle ultime nove) erano impensabili, Cormio dal 2016 ha fatto vincere la Lube con una frequenza di titoli e trofei mai avuta in una storia comunque gloriosa. Per l’esattezza sono stati festeggiati quattro scudetti, una Champions League, un Mondiale e quattro Coppa Italia. Lo scorso 30 gennaio scrivemmo in anteprima che poteva lasciare, aveva anche il contratto in scadenza, ma poi sia i risultati, sia le sue stesse parole al Carlino facevano presagire la prosecuzione.












