Genova - Appena le caditoie vengono stappate, i sessantamila litri d’acqua versati da quattro autobotti nel sottopasso di Brin, a Certosa, defluiscono in poco più di un minuto. Segno che la prova di allagamento che si è svolta lunedì sera tra le 21.20 e le 23.30 è stata superata: ora l’area in caso di forti piogge non rischia di restare ostruita per ore, a volte giorni, dall’acqua. Gli operai al lavoro, i tecnici di Cociv presenti, tra cui l’ingegner Pietro Marcello Murzi, direttore costruzioni di Cociv, e l’assessore alle Opere strategiche e infrastrutturali Massimo Ferrante si scambiano sorrisi e strette di mano. Dopo quasi quattro mesi di lavori, il problema del sottopasso che per anni ha tenuto in ostaggio il quartiere ad ogni pioggia è stato risolto. Ora «la direzione opere idrauliche dovrà presentare una relazione comunicando l’esito della prova di allagamento del sottopasso di Brin, che testimonia la ricettività del Rio Bercilli - spiega l’assessore Ferrante, regista di tutta l’operazione di pulizia del sottopasso - Quando la relazione sarà approvata, la direzione Protezione Civile, sempre in capo al mio assessorato, disporrà che il sottopasso non venga più chiuso con l’allerta gialla». In futuro verrà stabilita la cadenza delle manutenzioni, «sarà almeno annuale» spiega l’assessore. In seguito, ora che il sottopasso non rischia più di allagarsi, potranno partire i cantieri per le sostituzioni degli impalcati ferroviari del Campasso e di Brin. In estate dovrebbero iniziare quelli del Campasso, che resterà chiuso «90 giorni per la sostituzione dell’impalcato ferroviario - spiega l’ingegner Murzi - In seguito lavoreremo su Brin, con chiusure prima a senso unico alternato, una quarantina di giorni, seguite da un periodo di chiusura totale per demolizione dell’attuale impalcato e la realizzazione di quello nuovo». I lavori del sottopasso di Brin I lavori dell’impresa attivata da Cociv e dall’area Lavori Pubblici del Comune, gestita dall’assessore comunale Massimo Ferrante, per la pulizia del Rio e della roggia Bercilli, che attraversano l’area del sottopasso e scorrono verso il Polcevera, sono iniziati a metà febbraio. Quella che sarebbe dovuta essere un’operazione di un mese e mezzo si è rivelata molto più complessa del previsto: sono state rimosse oltre cinquecento tonnellate di detriti e materiali, ormai completamente cementati, accumulati in decenni di mancata pulizia. Risolta anche una delle concause degli allagamenti, le esondazioni del Rio Zella nell’omonima via, che termina nel sottopasso e porta a valle detriti e fango. Autostrade per l’Italia ha svolto i lavori a monte sulla valletta del Rio, tagliata dal tratto finale di A7 che va verso Genova Ovest. Sono state eseguite la pulizia del letto, che scorre tombato verso il sottopasso, e quella della vasca di contenimento. Inoltre sono state installate delle reti di contenimento per i detriti, che così non ostruiranno il passaggio del Rio.