Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiChi bazzica il social network X, ovvero l’ex Twitter, si sarà accorto che ormai da alcune settimane si trovano sulla propria bacheca non solo i post di altri italiani che l’algoritmo seleziona per noi, ma pure i post, tradotti in italiano, di frequentatori stranieri di X, dall’Arabia saudita alla Spagna, dagli Stati Uniti all’India.

E, secondo me, è bellissimo. Perché, di converso, pure i nostri post, in italiano, vengono tradotti e letti un po’ in tutti i paesi del mondo: si interagisce col globo, in maniera diretta e senza più nessuna barriera linguistica.

Mi sono stupito, ad esempio, l’altro giorno, leggendo un post relativo alla vicenda di un tennista argentino disperato e che non poteva più rientrare in patria. Poiché nel post non si spiegava il perché, ho domandato chiarimenti e un gentile ragazzo argentino mi ha illustrato tutti i contorni (la malavita aveva chiesto al tennista di combinare una serie di partite, e lui, invece, aveva denunciato tutti alla polizia) semplicemente rispondendomi sotto al post.

Sempre su X, molti giorni prima che la stampa italiana se ne occupasse, avevo intercettato i meme molto divertenti che gli utenti spagnoli stavano dedicando all’ex premier Zapatero in relazione al sequestro di gioielli che teneva nascosti un po’ ovunque, pronto a espatriare. Mi sono reso conto che stavo informandomi, grazie all’algoritmo, attraverso uno strumento, quello dei meme, che pensavo riservato al puro divertimento. E invece no. D’altronde i giovani lo sanno bene: i meme e i reel, diffusissimi su TikTok, Instagram, YouTube, sui social in generale e tanto condivisi pure grazie ai sistemi di messaggistica, sono ormai mezzi di informazione considerati alla pari dei tg e dei siti di news.