Genova – Oltre il 60% degli italiani adulti legge praticamente solo le news che passano dai social network, secondo una ricerca del Pew Research Center: questo dato, di cui avevamo già scritto l’anno scorso parlando del futuro dei giornali nell’epoca delle IA, si sposa con altri che restituiscono una fotografia simile. Secondo i risultati di una ricerca condotta a livello dell’Unione europea e pubblicata lo scorso ottobre (questa), il 60% dei cittadini dell’UE va online proprio per cercare notizie, il 25% di loro ritiene che i social siano diventati più importanti da questo punto di vista nell’ultimo anno e oltre il 65% degli under 24 usa specificamente queste piattaforme per informarsi. Nel tempo, quelle che sono cresciute di più sono TikTok (ormai usato come una sorta di edicola dal 20% della popolazione adulta degli Stati Uniti), YouTube e Instagram, mentre Facebook è in costante (e comprensibile) flessione. XIX Tech: le ultime notizie dal mondo della tecnologia

I social sono diventati fondamentali sia per chi scrive le notizie sia per chi le legge: per i giornali perché sono una vetrina potente che permette di raggiungere un pubblico anche amplissimo in tempi molto rapidi; per i lettori perché sono un modo facile per avere facilmente sott’occhio le notizie dai siti e dai giornali preferiti o ritenuti affidabili e anche per entrare in contatto con essi. Questo è un aspetto importante per almeno un paio di ragioni: i social non sono la fonte ma sono il mezzo attraverso cui le fonti arrivano alle persone (non è “l’ho letto su Facebook” ma è “l’ho letto sulla pagina di questo o quel giornale, su Facebook”); i social sono decisamente un mezzo per accorciare le distanze fra giornalisti e lettori, che sia attraverso i commenti, i famigerati Link in Bio (questo è il nostro) o i messaggi in chat. Oppure con i DM (cosa sono?), già che il centro di questo discorso è Instagram. La nostra pagina sul social delle foto, che ormai da tempo non è appunto più solo il social delle foto, ha superato il traguardo dei 100mila follower: è una cifra parecchio significativa, di cui siamo contenti e per cui ringraziamo le tantissime persone che ci hanno dato e ci danno fiducia, e che ci sprona ancora di più a continuare sulla strada che abbiamo intrapreso. Grazie ai nostri lettori, quello del Secolo XIX su Instagram è stato un percorso di crescita costante, con un’accelerata decisa nell’ultimo paio d’anni e che nel 2025 si è concretizzata in una vera e propria svolta, con una grafica più accattivante e vicina al linguaggio delle nuove generazioni, un incremento dei contenuti video e la trasformazione da vetrina a feed di notizie. Per l’approfondimento, restano gli articoli sul nostro sito e sulla cara, vecchia carta, ma Instagram (insieme con TikTok, dove da siamo passati in un anno da 18mila a quasi 60mila follower) ci permette di fare capolino nello scrolling infinito di contenuti e di portare le informazioni sugli smartphone di giovani e meno giovani. Nel primo mese del 2026, i contenuti più apprezzati sono stati gli audio di minacce che Annalucia Cecere inviò alla criminologa Antonella Delfino Pesce, che abbiamo ripubblicato all’indomani della sentenza di condanna in appello per l’omicidio di Nada Cella (351mila views), le proteste antifasciste contro la sede di CasaPound a Genova (287mila views), la presenza di Fabrizio Corona in un locale notturno savonese (oltre 215mila views) e gli impianti sciistici aperti a Santo Stefano d’Aveto (la notizia ha raggiunto più di 180mila persone). Segno di come le notizie locali, grazie al potere degli algoritmi, possano raggiungere un pubblico al di fuori dei confini regionali: è il cosiddetto glocal, che rende ancor più di valore una testata giornalistica così radicata sul territorio e che quotidianamente racconta la Liguria e il mondo visto dalla Liguria. Ecco mese per mese quelli che sono stati i post più visti e apprezzati dell’anno appena concluso, un racconto che ci permette di ripercorrere soltanto alcuni dei momenti più significativi del 2025.