Gli utenti sono quelli. Più che crescere, si spostano. Puntuale come ogni anno sono usciti i dati Audicom-sistema Audiweb sull’audience dei social, nell’analisi dell’esperto Vincenzo Cosenza. Che in questa occasione evidenzia come nel 2024 circa 44,4 milioni di italiani abbiano navigato online ogni mese (dati riferiti agli utenti da computer da 2 anni in su e da mobile dai 18 ai 74 anni), pari al 76% della popolazione. L’uso complessivo dei social rimane, come si diceva, sostanzialmente stabile: tra gennaio e settembre 2025 la perdita è minima (-0,16%) ma il dato nasconde un cambiamento profondo nei flussi. Non crescono gli utenti, migrano. Ad aumentare è perà il tempo speso da ciascun utente: +9,2% mensile e +8,8% sul giorno medio, segno che la centralità dello smartphone resta intatta. Sui social ci passiamo 70 ore al mese, 2 ore e 38 minuti, pari a 12 minuti in più in media per persona, al giorno.

I big non crollano ma scricchiolano

YouTube rimane il social più usato dagli italiani (oltre 37 milioni di utenti mensili), anche se mostra un leggero calo nel 2025. Facebook tiene subito dietro a quota 35,8 milioni, ma perde circa un milione di utenti nei primi nove mesi del 2025. In ogni caso, non è morto come molti sostengono. Instagram resta vicino ai 33 milioni ma scende di quasi due punti percentuali sul 2024. Segue TikTok a 22,4 milioni di utenti, in crescita dal 2023 al 2024 del 3,6% ma in leggera flessione negli ultimi nove mesi dello 0,6%. Dopo sbucano Telegram e Linkedin, che pure non se la passa bene, in calo continuo, prima del 13% e ora del 7,7%. La platea rimane dunque molto ampia ma l’entusiasmo non è più quello di una volta: la saturazione è evidente. “Per questa analisi dei social media, l’universo dell’indagine è rappresentato dagli utenti della fascia 18-74 anni (sia per la fruizione da computer che da mobile) – spiega Vincos, nickname con cui è noto l’analista- al momento la navigazione da mobile da parte di minori di 18 anni non è rilevata, dunque è plausibile considerare una sottovalutazione dell’impatto dei social usati prevalentemente in mobilità da questo segmento della popolazione”.