Secondo Enel Green Power la spiegazione però è un’altra: gli adeguamenti tariffari contestati rientrano nei meccanismi previsti dai contratti e sono legati all’andamento dei costi del settore energetico.

La società, insomma, spiega che "nell’ambito della produzione di energia elettrica da fonte geotermica, Enel versa regolarmente tutti i contributi di concessione e produzione previsti dalla normativa" e per quanto riguarda il calore ceduto ai sistemi di teleriscaldamento e alle attività produttive precisa che "l’aggiornamento delle tariffe rappresenta una revisione periodica prevista dai contratti e collegata ai costi di produzione, distribuzione e commercializzazione dell’energia". L’azienda evidenzia inoltre che "il costo del calore costituisce soltanto una delle componenti della bolletta finale sostenuta dagli utenti dei teleriscaldamenti, la cui gestione è affidata ai soggetti sui singoli territori".

Secondo Enel Green Power, poi, "nonostante la rimodulazione dei prezzi, il teleriscaldamento geotermico continua a garantire condizioni economiche particolarmente vantaggiose rispetto alle alternative presenti sul mercato". La società sostiene infatti che "le tariffe restino sensibilmente inferiori a quelle del gas naturale, con costi che per le utenze domestiche possono risultare fino a cinque volte più bassi e, nel caso delle attività commerciali e artigianali, addirittura fino a quindici volte inferiori".