"Pensavo che questo giorno non sarebbe mai arrivato". Mastica amaro, Michele Albiani, presidente della commissione Sicurezza del Comune ed esponente del Partito democratico. Sì, perché ieri pomeriggio in Consiglio comunale è finalmente sbarcata la delibera che prevede la modifica del Regolamento della Polizia locale per dotare i vigili urbani milanesi dei taser, le armi ad impulsi elettrici che i “ghisa“ hanno già sperimentato negli ultimi sei mesi del 2025.

La relazione del comandante del Corpo Gianluca Mirabelli, all’inizio del 2026, è stata positiva, la Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala ha deliberato la modifica, i sindacati degli agenti hanno chiesto di essere dotati del taser per tutelare meglio la propria incolumità in una città in cui i coltelli in mano ai malviventi si moltiplicano, ma Albiani ha sollevato dubbi sull’utilità della nuova arma per i ghisa e ha lanciato un grido d’allarme sulla sua pericolosità. Concetti ribaditi anche ieri, quando in aula è iniziato il dibattito sulla delibera. Ma il presidente della commissione Sicurezza, verso la fine del suo intervento, ha svelato la soluzione politica che la maggioranza ha escogitato per evitare che il voto sui taser spaccasse il centrosinistra: un "sì" all’utilizzo dell’arma per la Polizia locale, ma "condizionato" dall’approvazione in Consiglio di cinque emendamenti. L’emendamento-cardine – così lo definisce Albiani – è quello che indica che dopo 12 mesi di utilizzo dell’arma a impulsi elettrici il comandante della Polizia locale dovrà inviare una relazione al sindaco sull’efficacia e le conseguenze del suo impiego. "Sì, perché finora nessuno ha dimostrato che l’uso dei taser fa diminuire la percentuale di infortuni degli agenti", va all’attacco Albiani.