Grosse pantegane che scorrazzano lungo il sedime ferroviario, polvere nelle abitazioni, mancanza di parcheggi. Non ce la fanno più i...Grosse pantegane che scorrazzano lungo il sedime ferroviario, polvere nelle abitazioni, mancanza di parcheggi. Non ce la fanno più i residenti del quartiere San Tomaso de’ Calvi, nella zona sud ovest di Bergamo, da mesi interessato dai lavori per il raddoppio ferroviario verso Ponte San Pietro. "Siamo in gabbia - protestano -. Ci sentiamo cittadini di serie B, sembra che il quartiere sia stato lasciato indietro". Una delle vie maggiormente colpite dai disagi è via Finazzi, che corre parallela alla ferrovia. Una strada lunga e stretta, già fragile prima dei lavori, segnata da buche, restringimenti e una circolazione diventata più complessa e meno sicura.
I lavori riguardano le demolizioni dell’armamento ferroviario, della trazione elettrica e degli impianti lungo la tratta. La rimozione della vegetazione lungo il sedime ferroviario, secondo i residenti, è uno dei segnali tangibili dell’impatto del cantiere: "Spuntano pantegane da una parte e dall’altra. Una ragazza ne ha trovate tre in garage in un colpo solo. Sono grandi, la situazione è preoccupante". Segnalazioni sono state inviate agli enti competenti, con la richiesta di verifiche igienico-sanitarie. Un altro problema è dato dalla presenza costante delle polveri generate dalle lavorazioni. "A volte - spiegano i residenti - non è possibile tenere le finestre aperte". A tutto questo si aggiunge il nodo dei parcheggi, che restano formalmente aperti a tutti, ma proprio questa accessibilità è diventata uno dei principali fattori di pressione per chi vive nella zona, anche per la presenza dell’Università e della scuola superiore Da Vinci.












