La Russia non è intenzionata a lasciare la Siria al proprio destino, né tantomeno a rinunciare ai vantaggi strategici costruiti in anni di presenza militare. La ripresa dei rifornimenti alla base aerea di Khmeimim, nel nord-ovest della Siria, attraverso il porto di Tartus, con una nave cargo russa arrivata dopo il crollo del regime di Bashar al-Assad, indica piuttosto il contrario: Mosca sta cercando di consolidare la propria posizione nel Mediterraneo orientale anche in una fase politica completamente nuova. Secondo quanto riportato da The Beiruter, la nave mercantile Sparta è partita da San Pietroburgo a marzo ed è arrivata nel porto siriano di Tartus a maggio, scortata per buona parte del viaggio da unità della marina russa. Il carico, stando alle fonti citate, sarebbe stato destinato alla base aerea di Khmeimim, la principale installazione militare di Mosca in Siria. Il dato più rilevante non è solo logistico, ma politico: mostra che la Russia continua ad avere accesso alle proprie infrastrutture nel Paese e che intende difenderle anche dopo la caduta del vecchio regime.
Insomma, quello russo è un tentativo di ribadire che la sua presenza in Siria non dipende più soltanto dall’alleanza con gli Assad, ma da un interesse strategico più ampio e strutturale. Mosca vuole conservare un punto d’appoggio stabile in una regione decisiva per gli equilibri tra Mediterraneo, Medio Oriente e Nord Africa, mantenendo attive basi, rotte e capacità operative.








