Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNo alla disparità di trattamento tra professionisti per l’accesso alla piattaforma Siisl (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa). È la richiesta fatta dal Consiglio nazionale dei commercialisti (Cndcec) nella lettera inviata ieri al ministro del lavoro Marina Calderone. La missiva, firmata dal presidente Elbano de Nuccio, chiede un «chiarimento ufficiale e operativamente dettagliato» in merito alle modalità con cui i commercialisti possono accedere alla piattaforma in qualità di intermediari, pubblicare offerte di lavoro e gestire le vacancy per conto dei datori di lavoro assistiti.
La nota del ministero
Il punto di partenza è la nota 6253 del 30 marzo 2026, con la quale il dicastero ha avviato la fase sperimentale delle disposizioni previste dal dl 159/2025. A partire da quella data, in sostanza, datori di lavoro e intermediari possono pubblicare sul Siisl le offerte di lavoro relative alle assunzioni per le quali intendono usufruire di benefici contributivi.
I problemi nella piattaforma
«Ciononostante – scrive il Consiglio nazionale – si è riscontrato che la piattaforma, nella sua attuale configurazione, non garantisce ai commercialisti la possibilità di operare in qualità di intermediari abilitati per conto dei propri clienti in modo chiaro, strutturato e operativamente agevole. In particolare, l’accesso al portale con il profilo “Azienda o altro delegato” richiede che il professionista risulti previamente associato all’azienda cliente sul portale Servizi lavoro del ministero attraverso una procedura di delega formale». Nella lettera viene evidenziato che il manuale utente Siisl «non fornisce chiare indicazioni sulle modalità operative di tale procedura per i soggetti abilitati ai sensi della legge n. 12/1979, né chiarisce se e in che misura i dottori commercialisti e gli esperti contabili possano accedervi con le stesse modalità riconosciute ad altre categorie di intermediari».






