«Il punto più basso di questa ex coalizione». Raffaele Lombardo traccia una linea e le sue parole sembrano aprire a mesi complicatissimi per la maggioranza di governo. La ex maggioranza, per usare le parole del leader degli autonomisti. «Mala tempora currunt – rincara – e non mi riferisco solo a queste elezioni. Questa coalizione va ricostruita su basi nuove, ha bisogno di una cura ricostituente. Poi, a valutare se la cura è servita saranno gli elettori. Quando? Non dipende da me». Ma qualcosa si muoverà fin da subito: «Mercoledì sera mi riunirò insieme ad altri esponenti di Grande Sicilia per decidere cosa fare». Uno strappo e un salto nel centrosinistra? «Questo lo escludo», conclude categorico.
Ma le parole di Lombardo non sono le uniche a ad alzare la temperatura nel centrodestra dopo la disfatta elettorale: «Chi pensava che questa tornata non avrebbe comportato conseguenze – ha detto infatti il deputato regionale di Forza Italia, Nicola D'Agostino - si sbagliava. Adesso è davvero crisi, ed il centrodestra dovrebbe finalmente fare autocritica. Perdere Messina, Marsala, Enna, Agrigento, Bronte per scelte personalistiche ed in assenza di regia politica, significa soltanto che manca un leader regionale di coalizione e che si continua a perdere tempo per debolezza e paura di scegliere. Il rischio – ha aggiunto - è che la gente ci punisca ancora più severamente alle prossime elezioni politiche, dopo tutti gli scandali regionali di questi mesi, ed i primi dati elettorali ne sono una neppure clamorosa conferma. Sembriamo paralizzati dalla paura, ostaggio delle nicchie di potere che difendiamo avidamente, manchiamo di coraggio, onestà, visione. Servirebbero - ha concluso - atti forti ed in controtendenza, sia del governo regionale che dei leader di partito». Fino a quel punto, si era registrato solo lo schietto, ma moderato dispiacere dell'assessora agrigentina Giusi Savarino: «Spero – ha detto, riferendosi alla coalizione del centrodestra - che quanto accaduto rappresenti un momento di crescita e di consapevolezza. Occorre superare le logiche dell’autoconservazione e avere il coraggio di valorizzare le migliori energie, senza farsi condizionare da convenienze politiche contingenti».








