È stato trasmesso alla procura di Roma il fascicolo legato alla denuncia per violenza sessuale presentata da un’imprenditrice vinicola a carico del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro. Ora il parlamentare verrà iscritto al registro degli indagati, cosa già accaduta nell’ufficio giudiziario da cui proveniva il fascicolo. Insieme a lui, con l’ipotesi di violenza privata, sarà indagato anche il carabiniere che favorì l’incontro, nel febbraio del 2025, con la donna che ha denunciato. I magistrati potrebbero chiedere di ascoltarli già dai prossimi giorni.
Il caso è stato reso noto da Repubblica domenica. La donna ha denunciato di essere stata violentata durante un incontro avuto nello studio di Silvestro nel palazzo di San Luigi de’ Francesi, dove si era recata per vendere alcune partite di vino. Dopo un anno ha deciso di sporgere denuncia, nonostante abbia raccontato di aver ricevuto pressioni per non farlo da parte del carabiniere che aveva organizzato l’incontro. Oggi si riunirà il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama, convocato dal presidente La Russa, che dovrà esaminare il caso e decidere di eventuali sanzioni a carico di Silvestro, che potrebbero essere un’interdizione dai lavori del Senato o la censura. Intanto il senatore ieri ha preso le distanze da quanto aveva dichiarato a caldo dopo aver appreso la notizia, in un’intervista a Rep. In quell’occasione aveva giudicato come infondata l’accusa, dal momento che lui sarebbe «un bel ragazzo», mentre la donna che ha denunciato «una normale». «Mi scuso per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità», ha detto ieri. Dopo una domenica di silenzio, in cui ha parlato telefonicamente con il parlamentare, anche la capogruppo forzista al Senato Stefania Craxi si è espressa sul caso: «Saranno le indagini ad accertare la fondatezza delle accuse. Mi limito a evidenziare che il clamore della vicenda, benché comprensibile, non rappresenta una tutela e garanzia dovuta alla denunciante e costituisce una forma di condanna preventiva dell’accusato» ha detto ieri, giudicando le parole di Silvestro come «totalmente sbagliate».










