Meglio un nuovo progetto culturale con al centro il Leoncavallo oppure un nuovo data center? Risposta scontata per chi ha interesse a mettere a profitto ogni metro quadrato di Milano. E per i leoncavallini il destino dell’area di via Watteau potrebbe essere proprio questo dopo che il gruppo Cabassi non ha risposto alla proposta d’acquisto presentata dagli attivisti: 5 milioni di euro per acquisire quella che è stata la casa del Leo dal 1994 fino allo sgombero del 21 agosto 2025. Una cifra più generosa di quei 2-3 milioni di valore dell’area di cui si era parlato fino ad ora, ma inferiore ad alcune stime circolate ai tempi di Pisapia sindaco.

A FARE IL PUNTO su questa trattativa sono stati gli attivisti del Leoncavallo ieri mattina in una conferenza stampa fuori dallo spazio sociale insieme alle due persone che l’hanno portata avanti: Pino Tripodi e Sergio Cusani. Alla proposta d’acquisto fatta dai leoncavallini il gruppo Cabassi non ha risposto, il che equivale a un rifiuto dell’offerta. Nei mesi scorsi c’erano state interlocuzioni informali tra Leoncavallo e Cabassi, ma «la proprietà dal primo momento ha indicato di non voler prezzare l’immobile, dicendo di attendersi un offerta, una cosa che nelle pratiche immobiliari è inusuale», ha detto Tripodi.