E venne il giorno del primo vero intervento Nato, per neutralizzare lo sconfinamento di un drone. a margine del conflitto russo-ucraino. È successo ieri nei cieli della Lettonia, quando un caccia francese si è alzato in volo per intercettare e abbattere il velivolo “invasore”, di cui non è stata precisata la provenienza. Secondo il governo di Riga è comunque frutto della «guerra elettromagnetica russa». Il primo ministro lettone Andris Kulbergs ha ringraziato la Nato e allo stesso tempo ne ha messo in discussione le costose procedure, tanto da annunciare per le prossime settimane l’arrivo di esperti dall’Ucraina per l’elaborazione di un piano di difesa contro le incursioni di droni.
A Bruxelles intanto è in rampa di lancio un ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che sarà presentato questa settimana. Allo stesso tempo il portavoce della Commissione europea Balazs Ujvari ha annunciato che la prima tranche del prestito comune Ue da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina sarà erogata entro giugno. Si tratta, ha specificato, di «5,9 miliardi di euro alla difesa e 3,2 miliardi al sostegno del bilancio statale».
Il giorno dopo il vertice londinese tra i “volenterosi” Keir Starmer, Friedrich Merz, Emmanuel Macron con Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino ha reso visita a Re Carlo e sentito telefonicamente gli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Il Cremlino ha bollato i tre leader europei di «incoerenza», in quanto – parole del portavoce Dmitry Peskov – «parlano di pace ma poi vogliono aiutare Kiev a produrre nuove armi»,










