Pubblicato il: 08/06/2026 – 19:38
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Fuori da Palazzo Campanella c’era il sit-in. Dentro, il voto. I tirocinanti di inserimento sociale hanno aspettato tredici anni per sentirsi dire che il loro precariato ha una data di scadenza. Oggi il Consiglio regionale della Calabria ha approvato a maggioranza la legge che stanzia 39,5 milioni di euro per accompagnarli – chi con una stabilizzazione, chi con un bonus di uscita – fuori da una condizione che non avrebbe dovuto durare così a lungo.«Abbiamo 900 esclusi che sono stati buttati fuori dagli enti locali dopo tredici anni di lavoro», ha detto Saverio Bartoluzzi dell’Usb Calabria, presente stamattina con i lavoratori. «Vogliamo la stabilizzazione. Non è una grossa conquista, ma è un primo passo.»Il provvedimento – a firma dei consiglieri Antonio Brutto, Domenico Giannetta, Giuseppe Mattiani, Vincenzo Pitaro e Pietro Caputo – si concentra sulla platea residuale di 938 persone, destinate a tre percorsi distinti, con una regola senza eccezioni: chi rifiuta una delle misure proposte è escluso immediatamente e definitivamente dal bacino regionale.
Cosa prevede il provvedimento
Il primo percorso prevede 277 stabilizzazioni a tempo indeterminato part-time, finanziate con i 5 milioni di euro annui stanziati dallo Stato, pari a 18mila euro di contributo per ogni contratto. Il secondo aggiunge 67 stabilizzazioni ulteriori, coperte con 14,5 milioni di euro recuperati da risorse statali assegnate negli anni precedenti e mai spese. Il terzo, il più ampio, riguarda i restanti 594 lavoratori: per loro è prevista la fuoriuscita volontaria con un bonus una tantum fino a 40mila euro — media stimata 30mila — finanziato con 20 milioni del PR Calabria 2021-2027. I 2,18 milioni residui andranno a formazione e riqualificazione professionale. La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione.Nel corso del dibattito è intervenuto più volte l’assessore regionale al lavoro Giovanni Calabrese, che ha puntato il dito contro l’opposizione: invece di «portare lamentele che conosciamo già», ha detto, sarebbe meglio presentare «soluzioni e proposte concrete».









