| 8 Giugno 2026 17:02 |

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(Adnkronos) – “Inserire le condizioni croniche come la psoriasi” e le neoplasie ematologiche croniche “nel Piano nazionale della cronicità oggi risponde a due grandi obiettivi: uno relativo ai pazienti, ai caregiver e ai familiari, e l’altro rivolto al Servizio sanitario nazionale. Significa migliorare la tempestività, la qualità e l’equità di accesso alle cure, garantire risposte territoriali a patologie che oggi vengono trattate prevalentemente nei centri specialistici ospedalieri. Evitare trasferimenti inappropriati, grazie a un’organizzazione dei servizi che veda il territorio come protagonista, è un aiuto concreto”. Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenendo oggi a Roma all’evento organizzato con Ail – Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma e Apfiaco – Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza, per lanciare un appello congiunto al ministero della Salute e alle istituzioni affinché neoplasie ematologiche croniche e psoriasi siano incluse subito nella programmazione nazionale.

Tale procedura “sosterrebbe il Servizio sanitario nazionale per quanto riguarda il sistema delle cure ospedaliere – spiega Aceti – Oggi i centri specialistici sono fortemente affollati: la territorialità aiuterebbe a decongestionarli, razionalizzando e bilanciando meglio i servizi e le cure tra ospedale e territorio. Inoltre – prosegue – verrebbe valorizzato l’importante investimento che il Paese ha stanziato con il Pnrr sul territorio in ottica di assistenza domiciliare, case e ospedali di comunità e telemedicina. Tutto ciò che è stato messo in campo con una spesa significativa verrebbe finalmente concretizzato e messo a terra attraverso l’inserimento di queste condizioni. Questo – aggiunge – garantirebbe anche la tracciabilità, un elemento fondamentale che aiuterebbe a stilare Pdta – Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali specifici”.