| 8 Giugno 2026 15:02 |

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(Adnkronos) – “Trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilità di guarigione, grazie all’accesso all’innovazione, a percorsi terapeutici sempre più efficaci e al ruolo attivo delle pazienti, sempre più protagoniste all’interno della squadra di cura”. È l’obiettivo del talk ‘Tumore al seno: la forza della squadra’ promosso da Novartis in occasione della Milano Health Week. In Italia, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, la sopravvivenza a 5 anni nel tumore al seno ha raggiunto circa l’86%, uno dei valori più elevati in Europa, ma circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa della malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi, rendendo centrale una gestione attenta e continuativa nel tempo.

La stima del rischio di recidiva di un tumore al seno in fase iniziale “è il compito più difficile per noi oncologi”, spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X. “Dopo la chirurgia, dobbiamo impostare un piano di cura adiuvante per ridurre questo rischio di recidiva e guarire quante più donne possibile. I fattori da considerare – chiarisce – sono principalmente: le dimensioni del tumore, l’interessamento o meno dei linfonodi ascellari e, nel caso, quanti linfonodi sono coinvolti. Poi, la biologia del tumore:i l’espressione dei recettori ormonali, l’indice proliferativo e il grado e, naturalmente, anche alcune caratteristiche della paziente, in particolare l’età, lo stato menopausale e l’eventuale presenza di una predisposizione genetica”.