BELLUNO - L'assessore comunale Marco Dal Pont ha rassegnato le dimissioni. Una decisione maturata dopo il coinvolgimento del figlio nell'aggressione di gruppo ai danni di un 46enne egiziano, avvenuta lo scorso marzo. «Alla luce di quanto accaduto e del coinvolgimento della mia famiglia – si legge in una nota diffusa da Dal Pont – ho ritenuto opportuno rimettere le deleghe nelle mani del sindaco, Oscar De Pellegrin».
La decisione «Si tratta - continua l'assessore - di una decisione che non deriva in alcun modo dal mio operato amministrativo, che ritengo di aver sempre svolto con impegno, serietà e con autentico spirito di servizio nel pieno rispetto delle Istituzioni, ma esclusivamente dalla volontà di evitare che situazioni estranee all’attività amministrativa possano essere oggetto di strumentalizzazioni o arrecare imbarazzo e difficoltà al lavoro di questa Amministrazione che rispetto profondamente e di cui mi sono sentito pienamente parte per 4 anni». «Ritengo che il sereno svolgimento dell’attività amministrativa e il rispetto che nutro per il Sindaco, la Giunta e i Consiglieri comunali debbano venire prima di ogni altra considerazione», conclude Del Pont. Il pestaggio L'indagine era partita da un video girato dai ragazzi stessi e poi condiviso su alcune chat di whatsapp, come se fosse la cosa più normale del mondo picchiare una persona e riprendere l'azione con uno smartphone. La ricostruzione di quanto avvenuto è stata poi fornita dalla Questura. Ed è stata scioccante, per una realtà tradizionalmente tranquilla come quella del centro di Belluno. È successo tutto la notte del 22 marzo. Attorno alle 3, i sei ragazzi bellunesi incrociano un uomo sotto i portici, più o meno all’altezza della svolta per via Pesaro. Il gruppo ingaggia subito una lotta di sguardi. Qualche parola, poi una spinta. L’uomo si divincola e tenta di scappare. Ma la situazione degenera: il 46enne arriva in via Loreto, ma lì viene raggiunto nuovamente e in pochi minuti diventa vittima di un vero e proprio pestaggio. Calci e pugni in faccia, alcuni dei sei ragazzi riprendono la scena con i loro smartphone. Si sentono le risate di sottofondo, figlie evidentemente di un’insana inconsapevolezza di cosa sta succedendo. L'aggressione dura qualche minuto, finché un passante vede la scena e il suo arrivo fa scappare i ragazzi. Poi arrivano i soccorsi: ambulanza e polizia.








