Il maestro dell'horror si racconta all'AdnKronos, in occasione del Milano Film Fest: "Nel nostro Paese mancano persone colte che facciano spettacoli, come all'estero"
"Amo il cinema fin da quando ero un bambino". A settembre compirà 86 anni ma la passione per la settima arte continua a guidarlo con la stessa intensità degli esordi. Dario Argento, maestro dell’horror italiano e autore di capolavori che hanno influenzato generazioni di registi in tutto il mondo, da 'Profondo Rosso' a 'Suspiria', continua a guardare al futuro senza smettere di interrogarsi sul presente del cinema. Lo incontriamo in un'elegante camera d'albergo a Milano: completo beige, camicia bianca, sguardo vigile e parole affilate come sempre. Questa sera sarà protagonista di una masterclass al Piccolo Teatro Strehler nell’ambito del Milano Film Fest, occasione per ripercorrere una carriera straordinaria e riflettere sullo stato di salute del cinema contemporaneo. Nell’intervista esclusiva all’Adnkronos, Argento parla del suo amore per il grande schermo nato da bambino, della crisi del cinema italiano, dell’horror di oggi, dell’intelligenza artificiale e del nuovo film che lo vedrà dirigere Isabelle Huppert, da lui definito “il più cruento” della sua carriera.







