A pochi giorni dal quinto anniversario di quel 12 giugno 2021, quando durante la partita degli Europei tra Danimarca e Finlandia Christian Eriksen era stramazzato al suolo vittima di un arresto cardiaco, domenica 7 giugno 2026 il centrocampista danese oggi al Wolfsburg è stato vittima di un nuovo malore, durante l’amichevole che la sua Nazionale – rimasta fuori dai Mondiali che iniziano tra pochi giorni – stava giocando contro l’Ucraina (il match è stato poi sospeso, a differenza di quello di Euro 2021).
Per chi era allo stadio o davanti alla tv è stato un déjà vu: il centrocampista che si tocca il petto e si accascia a terra; lo scudo degli altri giocatori in campo intorno al 34enne, per evitare che le immagini di quei momenti andassero a nutrire una certa pornografia del dolore; la paura stampata sui volti di ogni compagno di squadra; l’incertezza su quale sarà il futuro del giocatore ex Inter e Manchester United, tra le altre.
Eppure, c’è anche una differenza macroscopica: rispetto a quel primo episodio, oggi Eriksen vive, si allena e gioca con un ICD, un defibrillatore sottocutaneo che gli consente una vita "normale”, considerando le sollecitazioni alle quali uno sportivo professionista è abituato. Eriksen è svenuto per alcuni istanti, poi fortunatamente si è rialzato - dopo aver ricevuto i primi soccorsi - ed è stato portato in ospedale per gli accertamenti.










