Il confronto domani al ministero, dall'esito dipenderanno conferma, revoca o posticipo della mobilitazione che ad oggi resta in piedi

Si avvicina la data dello sciopero nazionale dei treni che, l'11 giugno 2026, minaccia di paralizzare il trasporto ferroviario italiano. Convocata unitariamente dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti contro il bando di gara 'spezzatino' per l'affidamento dei servizi Intercity, per la mobilitazione sono in vista cancellazioni o variazioni dei treni dalle ore 03.00 dell’11 alle ore 02.00 del 12 giugno. A incrociare le braccia saranno i lavoratori di Gruppo Fs, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord.

Sulla protesta non è però detta l'ultima parola, visto che i sindacati sono stati convocati dal ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, responsabile del bando di gara oggetto dell'agitazione, domani alle ore 17.

A presiedere il tavolo sarà il viceministro Edoardo Rixi che giovedì scorso, rispondendo all'AdnKronos proprio sul tema delle sciopero dell'11 giugno, ha parlato di una protesta "surreale", poiché Mit e sindacati vogliono la stessa cosa. “Noi siamo assolutamente d'accordo con il lotto unico. Il problema è che abbiamo ereditato un piano non nostro dove c'era una previsione di più lotti. Stiamo rimodulandolo per avere il lotto unico, condividiamo il fatto che sia più conveniente per il nostro paese”, quindi “lo sciopero è un po' surreale, condividendo il governo le richieste dei sindacati, rischiamo di scioperare contro noi stessi”. Insomma “stiamo chiedendo la stessa cosa che vogliono i sindacati”.