La Asl Bari ammette la complessità del trasloco dei pazienti. FdI attacca: “Così si svuota la sanità brindisina”. E sui trasporti resta il nodo del Sud Est barese dimenticato
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Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano accende i motori, a più che un’inaugurazione sembra una prova di tenuta. Perché la stessa Asl Bari, come riportato da Repubblica, mette le mani avanti e avverte che il trasferimento dei pazienti sarà un’operazione ad alta complessità: "Saremo impegnati per portare a termine le operazioni, ognuna delle quali comporta un elevato rischio di complessità. Ogni criticità che potrà verificarsi nei primi giorni sarà oggetto di monitoraggio e intervento, con lo scopo di una piena risoluzione a beneficio unico dei pazienti, delle loro famiglie e degli operatori sanitari".Tradotto: si parte, ma nessuno può permettersi leggerezze. Il cronoprogramma è stato definito dall’azienda sanitaria guidata da Luigi Fruscio. Le giornate di oggi e domani saranno dedicate alle "attività propedeutiche di logistica con la comunicazione delle modalità di trasferimento ai parenti e ai loro familiari". Dal 10 giugno toccherà ai primi 120 pazienti ricoverati nelle unità non intensive: Medicina interna, Cardiologia, Neurologia, Chirurgia generale, Ortopedia, Otorinolaringoiatria e Urologia. L’11 giugno entrerà in funzione il nuovo pronto soccorso e saranno trasferite le unità intensive: Anestesia e rianimazione, Pediatria, Ostetricia e ginecologia. Dal 15 giugno - sulla carta - tutto dovrebbe essere operativo.Ma proprio qui si apre il punto politico. Perché il nuovo ospedale, collocato in contrada Lamalunga-Sant’Antonio D’Ascula, non nasce nel vuoto. Nasce dentro una geografia sanitaria già fragile, in una Puglia dove gli equilibri tra territori sono tutto fuorché secondari. E Fratelli d’Italia da tempo denuncia il rischio che l’operazione finisca per pesare soprattutto sulla provincia di Brindisi. A dirlo con chiarezza è Luigi Caroli, consigliere regionale di FdI, che teme un vero e proprio drenaggio ai danni della Asl brindisina e di un bacino di "quasi 100mila persone, quindi le popolazioni dei comuni di Fasano, Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica. Indirizzarle nel territorio della provincia di Bari potrebbe voler dire a catena budget ridotti, tagli su reparti e personale. E così gli ospedali di Brindisi, Francavilla Fontana, Ostuni, i Presidi territoriali di assistenza e i Punti di primo intervento territoriale potrebbero nel tempo essere ridimensionati. Continuiamo ad assistere a una lenta agonia dell’offerta sanitaria brindisina. La misura adesso è colma".









