Prosegue palinsesto Fivefold Tuning a cura di Giovanna Manzotti
Lodi, 8 giu. (askanews) – Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con senza soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – la prima giovane artista a entrare in scena a Platea Palazzo Galeano è Federica Balconi. La curatela di quest’anno affidata a Giovanna Manzotti, introduce un cambio di modalità della scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità. L’opera di Balconi quindi entra dentro a quella di Liliana Moro e con essa interagisce.
Giovanna Manzotti, curatrice della programmazione 2026 di Platea, in occasione dell’inaugurazione ha introdotto la nuova mostra: “Dopo l’intervento di Liliana Moro per Platea Palazzo Galeano intitolato senza soluzione di continuità, oggi apriamo con il progetto di Federica Balconi dal titolo Guastafeste”. Prosegue l’artista Federica Balconi: “Guastafeste è un termine molto ironico un po’ per definire anche la mia posizione all’interno dello spazio dell’opera di Liliana Moro. Guastafeste riprende sia l’idea di festa, quindi una festa terminata, ma anche questa presenza sembra rompere una sorta di atmosfera che si era creata con l’opera di Liliana. Quindi in qualche modo ha guastato la festa”. Un elemento quasi dimenticato, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera è la rivisitazione scultorea in legno di un festone che si prende spazio nella vetrina. La curatrice spiega: “Abbiamo scelto di aprire con lei subito dopo Liliana, proprio perché Federica ha un’attenzione particolare alla costruzione oggettuale, all’utilizzo di materiali e anche con degli elementi che spesso evocano una postura all’interno dello spazio espositivo: una pratica scultoria che apparentemente può finalizzarsi con degli oggetti che hanno una postura fragile e stabile, in realtà all’interno di questo contesto, in dialogo con l’opera di Liliana, c’è una sintonia forte tra i due interventi”.










