TREVISO - Jokic e Doncic, ma non solo. Il tedesco Franz Wagner, ala piccola di 2,08 metri degli Orlando Magic, è uno degli alfieri della schiera europea sempre più dominante in Nba. Nonché una delle punte della nazionale teutonica oro mondiale 2023 e continentale 2025. Ospite all'Adidas Eurocamp (a cui in passato non aveva mai partecipato), il 26enne berlinese in questi giorni si è confrontato e allenato con i ragazzi in Ghirada.

Cosa ha detto loro? «Di sfruttare al massimo i pochi giorni a disposizione. È un'opportunità unica per giocare contro avversari di alto livello e, ovviamente anche per giocare davanti agli scout. Per un giovane giocatore, soprattutto in Europa, l'esposizione è fondamentale per far sapere loro chi sei e quanto vali». E' cresciuto in Germania, poi è andato al college a Michigan e, infine, in Nba. Un bel salto dal punto di vista cestistico, ma anche da quello dello stile di vita? «E' stato un passo importante, sotto entrambi gli aspetti. Inizio da ciò che accade fuori dal campo: ho vissuto per la prima volta lontano da casa e dai miei genitori, avendo la responsabilità di gestire la mia vita da solo. Mi sono fatto nuovi amici, conosciuto una nuova cultura. Credo che tutte queste cose ti aiutino a crescere come persona. In campo, fin dal college, ho dovuto rafforzarmi e mettere su peso, per abituarmi all'atletismo e prepararmi allo stile di gioco americano». Quanto ha contato e conta la presenza di suo fratello maggiore Moritz, anch'egli giocatore dei Magic? «E' la principale fonte di ispirazione per la mia carriera cestistica. E' il motivo per cui ho iniziato a giocare e mi ha aiutato molto lungo il percorso vedere quanto duramente lavorava e quali passi bisognava affrontare per diventare un professionista Non avremmo mai sognato di giocare insieme nell'Nba come facciamo da cinque anni. E' davvero bello poter passare così tanto tempo con lui e anche conoscerlo meglio sul campo». L'Nba diventerà sempre più globale? «Credo si possa affermare che il gioco stia crescendo. E penso che questo sia anche merito dell'Nba. Ovviamente stanno espandendo il gioco e portandolo in luoghi dove c'è molto potenziale talento. Credo che lo stesso sia avvenuto in Europa: molte più persone iniziano a giocare a basket e c'è più possibilità di accesso all'Nba. Se tutti arrivassero nella lega Usa sarebbe fantastico, ma penso che, in generale, questo aiuti anche il basket europeo». Lei è un esempio della nuova generazione di giocatori: molto alti, ma mobili, con un buon tiro anche da lontano, con capacità di trattare e passare la palla. «Personalmente, cerco sempre di essere al meglio in tutto quanto è necessario per ottenere spazio in campo: vuoi che il tuo allenatore non abbia motivo di sostituirti, perché hai tante abilità. Questa è sempre stata la mia mentalità». A che punto ritiene di essere nel suo percorso professionale? «Credo di avere ancora molto potenziale e molte cose che posso ancora realizzare. Quindi spero davvero di essere solo all'inizio». Qual è la ricetta dei successi della nazionale tedesca? «Abbiamo giocatori di talento in ogni ruolo e penso che, in futuro, ne emergeranno altri ancora. Ma soprattutto la nostra forza è l'alchimia del gruppo: ci sentiamo davvero come una famiglia e ciascuno non vede l'ora di ritrovarci in nazionale quando arriva l'estate». Il suo pronostico per le Finali Nba? «Ora dico i New York Knicks perché sono in vantaggio (ride, ndr), ma se me lo avessi chiesto prima, non so cosa avrei risposto».