"Il fascismo è finito ottant'anni fa, ma noi sappiamo tutta la verità sulla fine di Mussolini?" A chiederselo è Massimo Giletti, che insieme ad Emanuela Imparato (e con supervisione di regia di Vito Foderà) ha realizzato 'Mussolini - Le verità nascoste'. Si tratta di una 'docu-inchiesta' - in onda lunedì 8 giugno alle 21.15 Rai 3 - che parte dal misterioso carteggio tra il primo ministro britannico Winston Churchill e il Duce, per indagarne il significato e le ragioni del suo mancato ritrovamento.
"Negli anni si sono susseguite testimonianze decisamente contrastanti - spiega all'ANSA Giletti -. Documenti avvistati, poi spariti, carte nascoste che raccontano verità scomode. Questo mi ha spinto a cercare di svelare dubbi e misteri su una pagina estremamente controversa della nostra storia". Ad arricchire questo racconto il ritrovamento, "sia in Vaticano che in Inghilterra, di documenti di cui non anticipo nulla - racconta -. Sono stati desecretati, sono molto importanti e aprono a nuovi scenari. Io stesso, in solitudine, sono andato in Albania, nel posto dove è custodito il mitra che ha ucciso Benito Mussolini. I comunisti italiani lo fecero sparire nel momento in cui, nel 1957, andarono a processo i vertici dei partigiani per la sparizione dell'Oro di Dongo. In quel momento il mitra era un oggetto di prova e ho scoperto che venne portato in Albania addirittura dentro una valigia diplomatica". Tra gli ospiti che dialogheranno con il conduttore c'è Gianni Oliva, "uno dei più profondi conoscitori" del periodo, "che ha anche una visione di sinistra" e perciò è "messo a confronto con un altro giornalista studioso, Roberto Festorazzi". Mentre a Michele Santoro Giletti farà "una domanda precisa: perché non c'è stata una Norimberga italiana? Perché si sono ammazzati immediatamente i gerarchi e Mussolini, con grande rapidità?".









