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È di almeno 4 morti e oltre 200 feriti nelle Filippine il bilancio del terremoto di magnitudo 7.8, con epicentro in mare, che ha scosso la parte sud del Paese, provocando uno tsunami alto circa un metro e danni nella città costiera di General Santos. Il presidente del Paese, Ferdinand Marcos Jr. ha esortato la popolazione a recarsi su terreni più elevati nelle zone interessate e ha dichiarato che le agenzie di soccorso sono pronte a intervenire. Circa 5 ore dopo la scossa delle 7.37 ora locale il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha dichiarato che la minaccia di uno tsunami era in gran parte superata, ma ha comunque esortato la popolazione a rimanere in allerta e a prestare attenzione alle allerte delle autorità locali, spiegando che il livello del mare potrebbe subire fluttuazioni per qualche altra ora. Si tratta del terremoto più forte che ha colpito le Filippine quest'anno.

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L'epicentro è stato rilevato in mare circa 13 chilometri a sud-ovest di General Santos, città di oltre 700mila abitanti che è un centro nevralgico per la lavorazione del tonno e altre attività commerciali nella regione meridionale di Mindanao. A General Santos il bilancio è di 3 morti e 130 feriti, secondo quanto riferito ad Associated Press da Rod Sosmeña, direttore regionale dell'Ufficio della Protezione Civile. Un'altra persona è morta invece nella provincia di Davao Orientale, sempre a causa del terremoto, secondo quanto riferito dal dipartimento della Salute. Al momento non si hanno notizie di persone intrappolate nelle strutture parzialmente crollate a General Santos. L'aeroporto internazionale di General Santos è stato temporaneamente chiuso a causa del terremoto e 17 voli nazionali sono stati cancellati, hanno riferito i funzionari dell'aviazione civile.