MACCAGNO (Varese)La morte della ragazza di 16 anni, Sara Vetrano di Cugliate Fabiasco, travolta ieri pomeriggio lungo la Statale 394, non ha lasciato soltanto dolore. Nelle ore successive alla tragedia, sui social network è esplosa la rabbia di residenti, lavoratori frontalieri e automobilisti che da anni percorrono quel tratto di strada e che ora puntano il dito contro una situazione ritenuta troppo spesso sottovalutata. Mentre i carabinieri stanno ancora cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’investimento costato la vita all’adolescente e il ferimento di altri quattro giovani, sul web si moltiplicano le testimonianze di chi conosce bene la Statale 394. "Non si sa perché l’autista abbia sbandato, magari è stato un malore, ma quella strada la scambiano per una pista di Formula 1", scrive un utente. In tanti raccontano di assistere quotidianamente a sorpassi azzardati, velocità elevate e comportamenti pericolosi soprattutto di mattina, quando migliaia di frontalieri si dirigono al confine svizzero. C’è chi non usa mezzi termini e definisce quel tratto “la strada della morte“. "La mattina bisogna farsi il segno della croce e sperare", scrive un residente. Secondo molti, il traffico diretto verso la Svizzera sarebbe spesso caratterizzato da una corsa contro il tempo che porta alcuni automobilisti a superare i limiti e ad assumere comportamenti rischiosi. Tra i messaggi emerge il racconto di chi quella strada l’ha percorsa in bicicletta. "Ho visto di tutto: auto cappottate, sorpassi in galleria e in curva, gente che rischiava la vita per poi ritrovarla ferma al bar qualche chilometro più avanti. Ho perso un amico motociclista proprio su quella strada". Tra i tanti messaggi di cordoglio, uno dei più condivisi è dedicato alla famiglia della vittima: "Oggi non è morta soltanto una ragazza di 16 anni. Oggi sono morti anche i suoi genitori".