Il personaggio.08 giugno 2026 alle 00:48

Della vittoria del suo “Il mostro” come miglior serie crime ai Nastri d’argento Grandi serie è contentissimo: «Era una storia complessissima a cui ho dedicato due anni pieni della mia vita», ma se gli si chiede se farà mai un film d'amore, romantico cade dalle nuvole: «Penso già di fare film romantici, per me il racconto umano è sempre romantico. Anche ne “Il mostro” la componente investigativa, thriller o horror è quasi secondaria rispetto al racconto delle persone». A parlare è Stefano Sollima, regista delle serie “Romanzo Criminale” e “Suburra”, “Acab” e “Sicario”. «Per me resta è una storia profondamente romantica. Ci sono passioni e desideri impossibili. Penso al personaggio di Salvatore Vinci e al suo grande amore represso che ho sempre visto come al centro della narrazione, molto più degli aspetti horror o cruenti».

Tornando a “Il mostro" ha creduto davvero che fosse un contenuto difficile da recepire?

«Il racconto reale di quell'indagine era difficilissimo da adattare perché richiedeva una narrazione costruita su diversi punti di vista. Gli investigatori, che normalmente sono il legame naturale di questo tipo di storie, avevano un ruolo marginale e in parte inconcludente. Era un racconto sul male visto dal punto di vista dei mostri, e non è un approccio scontato. Devo dire che Netflix in questo senso è stata coraggiosa nel lanciarsi in un progetto che non era esattamente facile da digerire per un pubblico vastissimo come il suo».