Il focus. 08 giugno 2026 alle 00:51«Si vende sempre di più», anche l’abito da sposa di un matrimonio fallito
L’usato è democratico, etico, e riesce pure a pareggiare i conti con la vita. Deve averlo pensato la moglie mancata che ha deciso di disfarsi dell’abito da sposa arrivato in negozio prima ancora che sull’altare. Quello color crema sporca, con la gonna piena di balze, che in mezzo finisci per trovarci anche i pensieri. Altri raccontano di promesse infrante, mentre tre Bubba dallo sguardo serafico passano in rassegna il pezzetto d’umanità che in una mattina come tante trovi tra i corridoi dei templi dell’usato, dove la seconda vita la cercano gli oggetti e finisce che a trovarla sono pure le persone. Mercato solido, dai grandi numeri e a conduzione familiare: i pionieri del “second hand” cagliaritano sorridono tutti, mentre parlano di acquisti e vendite in aumento e si destreggiano tra la folla.
La democrazia
«La cosa meravigliosa è che qui trovi persone di ogni tipo, dal notaio a caccia del pezzo d’antiquariato, alla nonna in difficoltà; il ragazzino che passa ore con le carte dei Pokemon o la mamma che cerca il corredino», e lo dice con entusiasmo Mauro Cocco - Cocco delle librerie - , che nel 2003 ha aperto con la moglie Asia il Supermercatino dell’usato, in via Abruzzi. Dove la prima cosa che ti accoglie è, in ordine, l’odore d'incenso, il gatto nero Nettuno, e poi Asia, moglie di Mauro, intenta a gestire gli appuntamenti con i venditori. E già questo basta per far capire che il settore è fiorente: «Siamo generalisti, qui puoi trovare qualsiasi cosa: dal pennarello, all’abito da sposa delle vecchie collezioni o venduto dopo il matrimonio fallito. Vinili, giocattoli, abbigliamento, mobili e pure i materassi». Pezzo pare andare a ruba tra pakistani, bengalesi e senegalesi («Ma non mi chieda perché»).









