Flavio Cobolli si ferma a un passo dal sogno. Il tennista romano perde la finale del Roland Garros contro Alexander Zverev dopo una battaglia durata quattro ore e 19 minuti. Il tedesco si impone in cinque set con il punteggio di 6-1 4-6 6-4 6-7(5) 6-1 e conquista a Parigi il primo titolo Slam della carriera.Per Cobolli resta la delusione di una finale combattuta fino al quinto set, ma anche la conferma di un torneo straordinario. L’azzurro ha avuto la forza di rientrare in partita dopo un avvio complicato e di trascinare Zverev al parziale decisivo, prima di cedere nell’ultimo set.Il successo consente al tennista di Amburgo di riscattare le sconfitte nelle finali dello Us Open 2020 contro Thiem, del Roland Garros 2024 contro Alcaraz e dell’Australian Open 2025 contro Sinner. Zverev diventa il quinto tedesco a vincere un torneo dello Slam dopo Boris Becker, Gottfried von Cramm, Henner Henkel e Michael Stich.Con la vittoria al Roland Garros, Zverev consolida anche la terza posizione nel ranking Atp. Cobolli, invece, può comunque consolarsi con l’ingresso per la prima volta in carriera nella Top 10.«Non è facile parlare in questo momento, ma se qualcuno mi avesse chiesto chi si meritava di più il titolo avrei detto il nome di Zverev. E’ stato un onore condividere il campo con lui, sono felice per lui, ma anche un pò triste perchè ci sono andato vicino. Non mi sarei mai aspettato un risultato simile, so che sono ancora giovane e che non è finita», ha detto Cobolli, durante la premiazione dopo la sconfitta nella finale del Roland Garros 2026 contro Alexander Zverev.«Ringrazio la Federazione francese e la direzione del torneo, è lo Slam migliore per me e sono state le due settimane migliori della mia vita. Un grazie anche al muro azzurro che ha cercato di aiutarmi nel corso di tutta la partita», ha aggiunto il tennista romano, un pò condizionato dalla presenza di Adriano Panatta, presente sugli spalti e protagonista nella premiazione dei due giocatori: «Mi sono sentito un pò sotto pressione e non è stato facile giocare davanti a te, complimenti per la carriera che hai avuto».