Roma, 7 giu. (askanews) – “Non parlerei di un problema legato alle condizioni della pista. È vero che quel tratto offre un po’ meno grip, ma già quattro o cinque giri prima ero passato sulla stessa linea e, anzi, mi aiutava ad aprire meglio la curva. Era leggermente più scivolosa, ma funzionava comunque bene”. Così Charles Leclerc spiega a Sky Sport i motivi dell’incidente che lo ha visto andare a muro a 10 giri dalla fine del Gp di Monaco quando era secondo.
“Non sono una persona che cerca scuse – continua – Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, anche quando c’erano piccoli aspetti non ottimali. Fa parte del nostro sport. Oggi però, riguardando i dati, non avrei potuto fare assolutamente nulla. Credo che abbiate la possibilità di vedere anche voi alcuni dati e spero che emerga chiaramente quanto accaduto”.
“Quando ho toccato il freno, non si è trattato nemmeno di una vera frenata: è come se il freno posteriore non ci fosse e quello anteriore generasse improvvisamente una coppia frenante doppia rispetto al normale. In altri giri questo non era successo. Evidentemente le temperature non erano quelle corrette, ma il problema non è che il sistema non fosse abbastanza efficace: era arrivato a un punto in cui diventava pericoloso”.










