Federica Brignone non è solo la sciatrice alpina italiana più vincente di sempre, ma è un vero esempio di dedizione, determinazione e sacrificio. Certo, il talento alla campionessa 35enne di La Salle, in provincia di Aosta, non manca, ma non è l'unico elemento che le ha permesso di conquistare nella sua carriera due Coppe del Mondo Generali, nel 2020 e nel 2025, unica donna italiana a riuscirci, e cinque Coppe del Mondo di specialità. Inoltre, nel suo palmarès, vanta 85 podi in Coppa del Mondo, dei quali 37 sono vittorie, oltre a 5 medaglie olimpiche e 5 medaglie mondiali. Agli ultimi Giochi di Milano-Cortina ha scritto la storia, vincendo l'oro sia nel super G e sia nello slalom gigante, nonostante un terribile infortunio capitatole pochi mesi prima. Federica però non si vuole fermare e guarda dritto, giorno dopo giorno, alla prossima stagione.
Federica, è stata travolta da un affetto straordinario, tantissimi tifosi di tutte le età. Cosa le restituisce questa passione che sente? «Dimostra le emozioni che sono riuscita a trasmettere con il mio sport durante le mie discese e ringrazio, perché oggi ho ricevuto tantissimo affetto, ma anche alle Olimpiadi e in tutte le gare quando siamo in Italia, o fuori».Dove ha trovato la fiducia di affrontare nuovamente i rischi che uno sport come lo sci richiede? «L'ho trovata dentro di me, con tutti gli allenamenti e tutto il percorso che ho fatto fino adesso. La mia carriera non è stata lineare, è stata di alti e bassi e ho imparato a combattere davvero per i miei risultati. Tutto questo mi ha aiutato a essere ancora più forte in un momento veramente difficile. Chiaramente non pensavo neanche io di riuscire a combattere dei mostri così grandi e affrontare una paura del genere. Quando ti fai male in uno sport dove sai di poterti rifare male, sempre può succedere, devi accettarlo, però non è facile poi rifidarsi e riprovare ad andare veloce sugli sci, soprattutto dopo un infortunio che non sai se ti consentirà di tornare a camminare bene. Non è stata una cosa banalissima».Ha vinto tutto, cosa la spinge ad andare ancora avanti e non mollare mai? «In questo momento mi piace quello che faccio, sono appassionata di questo sport. Sicuramente nelle due stagioni precedenti ho raggiunto consapevolezza, fiducia, feeling e quel livello mentale che mi ha consentito di performare anche sotto grandissimo stress. È quello che avevo sempre sognato di raggiungere nella mia carriera e l'ho fatto praticamente una stagione, una stagione e mezza. Cavolo, ho lavorato tutta la vita per essere a quel livello e nei momenti in cui ero a quel livello mi sono fatta male. Mi spinge l'idea di godere anche di questa cosa qua, di più tranquillità, ma anche di avere risultati e vivere con serenità».Qui ha incontrato un sacco di bambini, cosa consiglierebbe loro per iniziare a fare quello che ha fatto lei? «Vai a divertirti, e basta, stai con i bambini, gioca e divertiti».Qual è stato il suo idolo quando era bambina? «Io in realtà guardavo gli sport, il mio idolo era Roger Federer, ma ero già un po' più grande. Da bambina non avevo grossi idoli, non sognavo così tanto di diventare una campionessa, era mio fratello (Davide, l'allenatore ndr) che lo faceva di più. Io mi divertivo, mi piaceva la compagnia, stavo nello Sci Club per andare veloce, per fare neve fresca e per stare con i miei amichetti».In un'intervista ha detto che non sono stati sacrifici ma scelte. Con il senno del poi rifarebbe tutte le scelte che ha fatto? «Quasi tutte, sì, diciamo (ride ndr)».Per concludere, non posso non chiederle un parere sulla nostra Lara Della Mea che viene da una grande stagione. «È stata bravissima, secondo me è una sciatrice tecnicamente molto brava. È un'atleta che forse quest'anno ha veramente iniziato a fidarsi, a capire come andare più veloce. Ha ottenuto dei risultati perché vale. Le faccio un grandissimo in bocca al lupo e grossi complimenti per quello che ha fatto finora».







