Quarant’anni di dati sismici solari mostrano un’attività magnetica più superficiale, con possibili effetti sulle previsioni dello space weather terrestre futuro

©NASA/SDO

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Il rumore sotto la luceUna pelle magnetica più sottileSpace weatherIl ciclo 26 dirà qualcosa in più

Un disturbo al GPS, una comunicazione radio che salta, un satellite costretto a correggere rotta, un’aurora che arriva molto più a sud del previsto. Sulla Terra ce ne accorgiamo così, con effetti sparsi e spesso tradotti in cronaca tecnica. Prima, però, tutto parte da un oggetto che sembra immobile solo perché lo guardiamo da troppo lontano. Il Sole pulsa, vibra, cambia ritmo. E quel ritmo, osservato per quasi quarant’anni, adesso racconta qualcosa di meno rassicurante della solita alternanza tra fasi calme e fasi agitate.