Si estende da oggi fino al 3 luglio la riduzione dei prezzi del carburante, sebbene con qualche limatura sul diesel che costerà più della benzina. Il nuovo intervento del governo sarà coperto anche in questo caso dall’extra gettito Iva da inflazione. Nelle ultime ore è arrivata da Bruxelles una sorpresa.
Come tutte le sorprese, si è trattato di qualcosa di inaspettato, anche se non per gli addetti ai lavori in verità. Si tratta di una notizia in controtendenza rispetto al catastrofismo mediatico che ha accompagnato e accompagna la narrazione pubblica del nostro Paese. Di cosa stiamo parlando? Uno dei parametri chiave del nuovo Patto dell’Unione Europea, ovvero la spesa primaria, per quanto riguarda l’Italia si attesta due miliardi sotto i limiti concordati tra gli Stati membri e la Commissione europea. Non sfuggirà che questo risultato positivo, conseguito grazie alle numerose azioni poste in essere dal nostro governo in questa legislatura, arriva a pochi giorni di distanza dalla richiesta di deroga al Patto di Stabilità che la premier aveva fatto all’Europa, ricevendo dalla Commissione un primo ed importante sì. Un sì che non va sottovalutato, poiché, come affermato da Giorgia Meloni, apre la strada ad altri Paesi. La Commissione, infatti, ha recepito le proposte fatte dal governo, che si è avvalso (tra le altre) dell’importante mediazione del Vice Presidente Raffaele Fitto. Roma e Bruxelles si sono incontrati a metà strada, a dimostrazione che è il primato della politica a consentire la soluzione dei problemi. Il governo ha ottenuto di poter usare la clausola di salvaguardia nazionale in deroga al Patto di stabilità anche per l’energia. Inizialmente era prevista solo per la difesa. È stata concessa, in definitiva, la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil nel 2026, 2027 e 2028 per misure che accelerino la transizione verde e l’indipendenza da fonti energetiche fossili. Stiamo parlando di una decisione che per l’Italia vale circa 14 miliardi di euro.












