PADOVA - Pedalata dopo pedalata, Fabio Celeghin svolta in via Belludi e intravede le guglie di Sant'Antonio. Per la tredicesima volta il ciclista padovano "taglia il traguardo" dopo oltre 1.400 chilometri di maratona ciclistica in solitaria promossa dalla Fondazione Giovanni Celeghin Ets. "Da Santo a Santo" quest'anno è iniziata il primo giugno a San Giorgio di Reggio Calabria e si è conclusa ieri a Sant'Antonio. Sei tappe in cui Celeghin ha toccato Cosenza, Potenza, Bari, Vasto e Pesaro. Ha scalato l'Appennino unendo il sud e il nord del Paese, ma soprattutto ha raccolto fondi per sostenere la ricerca scientifica contro i tumori celebrali. Fabio arriva nel sagrato del Santo sfinito ma soddisfatto, ad accompagnarlo ci sono altri 30 amici che hanno pedalato con lui nell'ultima tappa, da Monselice alla Basilica.
Il gruppo riceve la benedizione da un frate antoniano, mentre tanti padovani si fermano a salutare Fabio e congratularsi per l'impresa che ha portato a termine. Celeghin si stanca mai? «Mio padre ci ha insegnato l'importanza di aiutare il prossimo. Non ho paura di far fatica, perché una tappa da 250 chilometri e 4mila metri di dislivello non sono nulla rispetto alla fatica che deve fare un paziente oncologico» risponde Celeghin ricordando il padre Giovanni, scomparso nel 2011 per un glioblastoma multiforme. LA SOLIDARIETÁ Da qui nasce la Fondazione che porta il suo nome, e che dal 2012 ha raccolto oltre 2milioni di euro di donazioni grazie alla maratona ciclistica "Da Santo a Santo". «La ricerca ha bisogno di tempo, di studi ma anche di persone che scelgono di non fermarsi continua Celeghin Senza le donazioni dei privati far ricerca è difficile e noi nel nostro piccolo vogliamo dare questo messaggio. In questa settimana ho conosciuto tante persone e incontrato l'Italia intera. Speriamo di superare la somma raccolta nell'ultima edizione: 215mila euro». Fatica terminata, Celeghin ha già in mente la prossima edizione. «In questi 13 anni abbiamo girato quasi tutta l'Italia. Questa volta sono partito dalla chiesa di San Giorgio perché mi manca ancora la Calabria. Mancano solo la Sicilia e la Valle D'Aosta». Edizione 2027 si dovrà partire dal traghetto sullo stretto di Sicilia? «Per la Sicilia aspettiamo che costruiscano il ponte scherza Fabio - Intanto credo proprio che l'anno prossimo inizierà dalla Valle D'Aosta».RETE AMPIA Dal 2012 a oggi, "Da Santo a Santo" ha costruito una rete sempre più ampia di sostenitori, volontari, aziende e istituzioni che hanno scelto di impegnarsi per sensibilizzare l'opinione pubblica sui tumori cerebrali, tra le patologie oncologiche più rare e aggressive. I risultati raggiunti testimoniano la forza del progetto: in 12 edizioni sono stati percorsi oltre 11.400 chilometri per raccogliere donazioni e finanziare progetti di ricerca in Italia e all'estero, oltre a borse di studio, supporto psicologico per pazienti e caregiver e dotazioni tecnologiche per strutture ospedaliere. Un modello basato su trasparenza, rigore e impatto concreto, che ha permesso alla Fondazione di sostenere - con questa e tutte le altre iniziative sviluppate nel corso degli anni - centri di eccellenza, tra cui università e ospedali a Milano, Roma, Napoli, Genova, Padova e Oxford.La fondazione si fa promotrice dello studio e della ricerca sul glioblastoma e sui tumori cerebrali per individuare nuove strategie terapeutiche. Chiunque voglia può ancora "donare chilometri" sul sito ufficiale della Fondazione. I punti vendita Caddy's, Naima Beauty Star e L'Isola dei Tesori, partner dell'iniziativa, consentiranno inoltre di contribuire direttamente alle casse per tutto giugno. «Vogliamo dare speranza ai pazienti e alle loro famiglie. Ogni donazione, anche piccola, è un passo concreto verso la ricerca e ci aiuta a trasformare la partecipazione di tanti in risultati reali» sottolinea la sorella di Fabio, Annalisa Celeghin presidente della Fondazione. Insomma, la fatica non finisce qui: per la ricerca scientifica Celeghin è instancabile.









