Il trattamento economico può essere interrotto se non si comunicano i propri dati reddituali. L'Inps sta facendo molti controlli

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Il mese scorso l'Inps ha cominciato una serie di verifiche finalizzate a esaminare la situazione economica di tutti coloro che stanno beneficiando dell'assegno di invalidità. Lo scopo è quello di avere la conferma che i beneficiari hanno ancora diritto alla prestazione, e individuare eventuali soggetti che non hanno comunicato i propri redditi. In particolare, c'è una certa attenzione nei confronti di chi non ha trasmesso i dati reddituali nell'arco temporale 2021-2022. Queste persone potrebbero ricevere a breve una raccomandata da parte dell'ente.Quella dell'Inps è un'operazione importante. Alcune prestazioni erogate dall'ente, infatti, dipendono non solo dalla disabilità, ma anche da certi limiti di reddito. Se la situazione economica non viene dichiarata, l'ente non ha modo di stabilire se una persona ha ancora diritto al trattamento. Ecco dunque che l'assegno può essere sospeso. Ma quali sono le prestazioni a rischio sospensione? Si tratta di tutte quelle che vengono erogate tenendo conto della situazione economica, per le quali è quindi fondamentale che siano comunicati i dati reddituali. Tra queste abbiamo: la pensione di invalidità civile, che viene riconosciuta a chi ha subito una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, l'assegno mensile di assistenza, con percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%, la pensione per ciechi civili e la pensione per i sordi civili. Per tutte queste categorie è necessaria la verifica reddituale. Chi non ha presentato la propria dichiarazione dei redditi, o l'ha presentata incompleta, deve mettersi in regola. In particolare, chi ha omesso di dichiarare la propria situazione economica nell'anno 2021-2022 rischia la sospensione dell'assegno.